Il Monte Ore Garantito (M.O.G.)

Il monte ore garantito è una modalità di somministrazione di lavoro a tempo determinato che garantisce una flessibilità tutelata per aziende e lavoratori.

I contratti di somministrazione sono disciplinati dal decreto legislativo n. 81/2015 e dall’Art. 51 del CCNL per le Agenzie di Somministrazione o Agenzie per il Lavoro, il M.O.G. è uno strumento contrattuale utile per l’impiego di personale con orario modulabile, in funzione delle specifiche esigenze. Da non confondere con il contratto di lavoro part time, o con il contratto di lavoro intermittente.

Il MOG aveva fatto la sua comparsa durante il 2014 quando, in modo sperimentale, era stato introdotto in favore dei lavoratori somministrati appunto impiegati in settori caratterizzati da forte discontinuità e stagionalità in modo da venire incontro ai datori di lavoro ma anche ai lavoratori che, grazie al monte ore garantito, sapevano che firmando un contratto di questo tipo avrebbero avuto delle garanzie in più. Nel 2019 è diventato un contratto realmente utilizzato. Nel mese di novembre del 2019 è stato sottoscritto l’accordo tra i sindacati della somministrazione lavoro e le associazioni datoriali per regolarizzare l’utilizzo di questo contratto anche nelle aziende del settore alimentare che tra le altre cose prevede un uso complessivo inferiore ai 30 lavori somministrati per ogni singola ApL e un contratto iniziale di 3 mesi che può essere prorogato

Quando si parla di somministrazione, sono coinvolte tre differenti figure:

 il lavoratore (somministrato),

 un’agenzia per il lavoro (somministratrice),

un’azienda.

In pratica, l’agenzia per il lavoro mette a disposizione dell’utilizzatore uno o più dei suoi lavoratori per svolgere determinate mansioni. Durante l’attività lavorativa, l’azienda utilizzatrice ha la direzione e il controllo del personale in somministrazione, l’agenzia deve occuparsi di tutte le relative formalità contrattuali con il lavoratore.

I rapporti dei 3 soggetti si articolano tra 2 distinti contratti:

  • contratto di somministrazione di natura commerciale, quando stipulato tra l’utilizzatore e il somministratore;
  • contratto di lavoro somministrato, quando sottoscritto tra il somministratore e il lavoratore.

 

Le tipologie di contratto in somministrazione previste sono:

  • contratto di somministrazione lavoro a tempo determinato, che non può superare il limite massimo di 24 mesi, comprensivi di eventuali proroghe;
  • contratto di somministrazione lavoro a tempo indeterminato, che non prevede limiti nella durata della missione del lavoratore.

Come ogni contratto di lavoro, anche il MOG ha le sue caratteristiche:

  • La durata: non è possibile stipulare un contratto MOG per un periodo inferiore a tre mesi;
  • La retribuzione: prevede un compenso minimo garantito, pari al 25% della retribuzione mensile spettante ai lavoratori assunti a tempo pieno;
  • Le fasce orarie di lavoro. Nel contratto di lavoro, l’azienda utilizzatrice può richiedere le prestazioni del lavoratore durante quattro fasce orarie:
  1. Dalle ore 06.00 alle ore 14.00;
  2. Dalle ore 14.00 alle ore 22.00;
  3. Dalle ore 22.00 alle ore 06.00;
  4. Una fascia alternativa, per un massimo di sei ore, da concordare in fase di assunzione.
  • I settori. Il contratto a Monte Ore Garantito è valido per i settori: turismo, GDO, logistica, alimentare, agricoltura, TLC e servizi alla persona.

 

Lo svolgimento della prestazione lavorativa è subordinato alla “chiamata” da parte dell’Agenzia per il lavoro in somministrazione, in base alle esigenze dell’utilizzatore. Tuttavia, l’orario e il giorno di lavoro devono essere comunicati al lavoratore con un preavviso di 24 ore.

Nel caso in cui la chiamata rientri nella fascia oraria garantita e nei limiti del monte ore definito nel contratto, il lavoratore è obbligato a svolgere l’attività lavorativa. Se il lavoratore rifiuta la chiamata, le conseguenze sono:

  • rifiuto giustificato – il lavoratore perde il diritto alla retribuzione minima;
  • rifiuto ingiustificato – il lavoratore è soggetto a sanzioni disciplinari previste nei casi di assenza ingiustificata.

Se la richiesta dell’attività lavorativa esula dalla fascia oraria stabilita, oppure sfora il monte ore garantito, il lavoratore può rifiutarla senza conseguenze.

Il contratto di somministrazione con monte ore garantito (M.O.G.) manifesta il continuo sforzo verso soluzioni innovative e introduce vantaggi non trascurabili:

  • consente l’elasticità necessaria per sopperire a picchi di lavoro dovuti a commesse non pianificate o alla stagionalità di alcune attività;
  • permette di gestire i lavoratori con la massima flessibilità;
  • riduce i costi senza rinunciare alle risorse umane necessarie per affrontare nuovi progetti e arginare le criticità;
  • garantisce ai lavoratori una retribuzione minima e nuove opportunità lavorative.

Il contratto con monte ore garantito incentiva verso la somministrazione di lavoro, per contrastare l’impiego di forme contrattuali meno tutelanti. È uno strumento utile che può avere un impatto importante per soddisfare le esigenze produttive e organizzative delle aziende utilizzatrici.

Il contratto di somministrazione a tempo determinato con monte ore garantito orienta il lavoro verso una logica di flessibilità dell’occupazione che tuteli l’azienda e il lavoratore.  Come in ogni contratto di lavoro somministrato è previsto un periodo di prova.
Ferie: maturate sulle ore effettivamente lavorate.                                                                              

In caso di malattia del lavoratore si possono verificare due ipotesi:

  1. malattia che interviene prima del raggiungimento del monte ore minimo garantito: l’indennità di malattia si calcola sul periodo residuo di monte ore minimo riferito alla settimana;
  2. malattia che interviene quando si è già superato il limite minimo: non è dovuta nessuna indennità

Essendo un istituto strutturale del contratto di somministrazione lavoro, se il lavoratore ha maturato i requisiti previsti dalla Naspi, ha diritto all’indennità di disoccupazione. I requisiti sono: lo stato di disoccupazione, le 13 settimane di contributi nei 4 anni che precedono l’inizio della disoccupazione ed i 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio dell’occupazione.

Vi sono alcuni vantaggi sia per il datore di lavoro: si riducono i costi nei momenti in cui ha bisogno di forza lavoro per picchi di produzione e vi è flessibilità nella gestione dei lavoratori;
sia per il lavoratore, visto i settori in cui si applica, tale tipo di contratto è una garanzia in più rispetto al lavoro sommerso o in nero. Inoltre, il fatto di potersi dimettere senza penali garantisce l’elasticità.

Sono garantite le tutele riservate ai lavoratori assunti con altre tipologie di contratto.