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COME ASSISTERE I DIPENDENTI MULTITASKING: DIFFERENZE PER CATEGORIA, QUALIFICA E MANSIONE.

FACCIAMO CHIAREZZA!

Il datore di lavoro attribuisce a ciascun lavoratore, al momento dell’assunzione, un determinato ruolo nell’ambito dell’organizzazione aziendale ed il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di far conoscere al lavoratore il suo inquadramento, ossia il livello e la qualifica che gli sono stati assegnati in relazione alle mansioni attribuite. Se non c’è corrispondenza tra quanto indicato e quanto effettivamente svolto il lavoratore potrà chiedere il risarcimento del danno.

In particolare, la determinazione della qualifica e del relativo livello avviene in riferimento alla classificazione data dal CCNL applicato in azienda, il quale individua i vari profili professionali in base alle mansioni svolte in concreto. Se il lavoratore fosse adibito a mansioni promiscue, la qualifica da attribuire al dipendente deve essere determinata in riferimento al contenuto della mansione che prevalentemente svolge.

Durante il rapporto di lavoro, il lavoratore può essere adibito ad altre mansioni, differenti da quelle iniziali, purché riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento (art. 2103 c.c.).

Infatti, unilateralmente, il datore di lavoro può adibire il lavoratore a mansioni superiori, ossia caratterizzate da un più elevato contenuto professionale. 

Tale variazione può essere temporanea in caso di sostituzione di lavoratore assente oppure per altre ragioni ma solamente per un periodo limitato (max 6 mesi), decorso il quale il lavoratore ha diritto all’inquadramento superiore, oppure con modalità stabilite dalla contrattazione collettiva.

In questi casi, il lavoratore ha diritto al trattamento economico corrispondente al nuovo inquadramento.

Il datore di lavoro può anche adibire il lavoratore a mansioni inferiori in caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali oppure in ipotesi previste dai CCNL.

In questi casi le nuove mansioni devono appartenere al livello di inquadramento immediatamente inferiore e rientranti nella medesima categoria legale.

Pertanto il lavoratore avrà diritto a conservare il livello di inquadramento ed il trattamento retributivo riconosciuto prima dell’assegnazioni a mansioni inferiori (escluso il mantenimento degli elementi retributivi collegati a particolari modalità di svolgimento del rapporto di lavoro).

Infine, datore di lavoro e lavoratore possono modificare in peius, con accordo individuale in sede protetta, le mansioni, la categoria legale, il livello di inquadramento e la relativa retribuzione se motivata da un rilevante interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione, acquisizione di una diversa professionalità, miglioramento delle condizioni di vita dello stesso.