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PREMIO E TREDICESIMA SONO LA STESSA COSA. FALSO! 

Un premio è un compenso aggiuntivo alla retribuzione di base che si differenzia dai concetti di tredicesima e quattordicesima.

Ma, poiché spesso questi termini vengono confusi e utilizzati erroneamente come sinonimi, abbiamo deciso di approfondire il tema e di fare un po’ di chiarezza.

Che cosa sono la tredicesima e la quattordicesima?

La tredicesima, così come la quattordicesima, sono due elementi differiti della retribuzione, ovvero sono due mensilità comprese nella retribuzione base di un lavoratore la cui corresponsione avviene con cadenza più lunga rispetto alla normale retribuzione. 

A chi spettano?

Tredicesima e quattordicesima spettano a tutti i lavoratori (operai, impiegati, quadri, dirigenti) che abbiano un contratto di lavoro subordinato.

Ogni quanto vengono erogate?

Tali corrispettivi vengono erogati una volta all’anno sulla base delle regole descritte nei singoli CCNL applicati aziendalmente, i quali disciplinano le regole di maturazione e gli elementi che le compongono.

In particolare, la tredicesima viene corrisposta nel mese di dicembre mentre la quattordicesima nel mese di giugno.

Le mensilità aggiuntive maturano su base annua in relazione all’effettivo servizio prestato (mese intero per periodi lavorati superiori a 15 gg). 

Come si calcolano?

L’ammontare delle mensilità aggiuntive equivale ad una mensilità di retribuzione che si calcola moltiplicando la paga oraria per il divisore orario mensile contrattuale.

Cosa succede dal punto di vista previdenziale?

A livello previdenziale è necessario cumulare il valore di tali elementi retributivi erogati con la retribuzione del mese di corresponsione, indipendentemente dal periodo in cui tali emolumenti si riferiscono o sono maturati. Su tale valore si applica l’aliquota contributiva in vigore al momento del pagamento al lavoratore. 

E dal punto di vista fiscale?

Mentre, dal punto di vista fiscale le mensilità aggiuntive sono tassate, nel periodo di paga in cui sono pagate, applicando le aliquote IRPEF, senza applicare le detrazioni d’imposta e ragguagliando a mese i corrispondenti scaglioni annui di reddito.